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AMMORE E MALAVITA
Trascinante e divertente, in concorso a Venezia
Regia: Antonio Manetti, Marco Manetti Attori:Giampaolo Morelli, Serena Rossi Nazione: Italia Anno: 2017 Genere: Musical, Noir Anno: 134'

AMMORE E MALAVITA

Di Antonio Manetti, Marco Manetti, con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, musical-noir, Italia 2017, 134'.

 


In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Trascinante e divertente, i Manetti Bros. fanno centro con il musical partenopeo. Tra Mario Merola e Gomorra, con libertà e omaggi.

Ecco, i Manetti Bros. dimostrano una volta di più, forse ancora meglio che in passato, la propria abilità nel saper attingere a piene mani da più immaginari (cinematografici, televisivi, musicali, letterari) per creare una mescolanza trascinante e divertente, soprattutto originale, in grado di stagliarsi su un’intera cinematografia, quella nostrana, troppo spesso paludata e bloccata da paletti ormai vetusti.

Ammore e malavita è sceneggiata napoletana ai tempi di Gomorra declinata in musical, capace di scherzare sulla malfamata Scampia (meraviglioso il tour organizzato per i turisti in cerca di “emozioni forti”, sorta di buffetto al gomorrismo imperante dei nostri giorni…) e al tempo stesso di soffermarsi sulle tante bellezze di Napoli, città carica di umanità e fermento culturale.

L’omaggio non è però solo alla città, ma al cinema (popolare) tutto: sempre mossi da una libertà che gli regala felici intuizioni di sguardo e movimenti di macchina, i Manetti danno il via alla messinscena in stile Agente 007, si vive solo due volte, si regalano un inserto newyorkese strizzando l’occhio a Squadra antifurto di Bruno Corbucci e ci regalano sparatorie con ralenti in stile Matrix, oltre che fantastiche trovate quali il modellino della DeLorean utilizzato per nascondere dei diamanti.

Aiutati, e non poco, da tutti gli attori chiamati in causa (oltre i già citati, Claudia Gerini nei panni dell’astuta e cinefila donna Maria, moglie del boss, e il cantante Raiz in quelli di Rosario, altra “tigre” al servizio di don Vincenzo e amico fraterno di Ciro), i Manetti proseguono nel solco già tracciato da Song’e Napule ma riescono ad alzare il tiro, anche grazie allo straordinario lavoro di Aldo e Pivio De Scalzi alle musiche, alle liriche di Nelson e alle coreografie di Luca Tommassini.

Troppo facile e scontato (anche sbagliato) etichettarlo come il “La La Land italiano” (semplicemente perché è qualcosa di molto diverso), ma se lo slogan servirà a garantire maggior successo al film va bene così. Perché se lo merita.

 

 

CINEMA DEL BORGO
Martedì 13 Febbraio, ore 16.00
Mercoledì 14 Febbraio, ore 21.00